Premetto che non parlerò del piatto reso famoso dal film omonimo della Disney del 2007, ho scelto il titolo per via del fatto che la parola in francese significa “mescolare” o “agitare”, non disdegnerò comunque come vedrete un certo linguaggio “culinario”.

Le parole di cui sopra mi hanno fatto venire in mente che anche questo blog è un po’ come una ratatouille, una mescolanza di vari sapori che creano una buona pietanza.

Non so se la mia sia altrettanto buona e non sarà certo mai famosa come il suddetto piatto, spero tuttavia che questa mescolanza di argomenti a me cari possa stuzzicare qualche palato, ne sarei comunque molto felice.

Il blog nasce dal desiderio di riprendere una vecchia abitudine, quella di scrivere (vedi anche qui), inizialmente lo facevo in forma cartacea, quando anni fa scrivevo le avventure per un gioco di ruolo che facevo con gli amici di una vita, non vi dirò il nome perché non ce l’aveva, era anche quello una ratatouille di regole prese un po’ qua e un po’ là, ci passavamo comunque delle belle serate.

Era bello vedere la tavola piena di fogli con dati, informazioni, disegni, questi ultimi non fatti da me ovviamente, come sapete la mia capacità artistica è quasi nulla anche se ogni tanto qualcosa riesco a creare (vedi qui).

Con l’avvento dei computer e la nascita del mio amore infinito per la tecnologia, il passo ovvio è stato chiaramente scrivere con l’ausilio di quella fantastica macchina, il primo in assoluto per me è stato il Commodore 64 (creato nel 1982, venduto in Italia a partire dal 1983), tra l’altro ho scoperto che esiste ancora oggi, ve ne sono due versioni che hanno addirittura il wi-fi, una perfetta mescolanza fra vecchio e nuovo.

Commodore 64 – da Wikimedia Commons

Adesso me ne sto qui a scrivere con un computer più moderno, in questa serata di agosto, fortunatamente con un bel venticello notturno che soffia dalla finestra, con la stessa passione di quei giorni, cambiano i mezzi ma noi siamo sempre gli stessi più o meno, con qualche anno in più e alcuni ingredienti aggiunti al piatto complicato che è la nostra vita.

Un discorso che avevo fatto anche a proposito della storia che si ripete (vedi qui) nell’articolo precedente a questo, possiamo avanzare tecnologicamente quando vogliamo, il nostro comportamento è sempre lo stesso.

Quindi, a prescindere dagli strumenti che utilizziamo, il fine è il medesimo, per me in questo caso è scrivere, come dico spesso se qualcuno legge sono contento, se rimane anche qualcosa da quello che legge sono ancora più contento.

Penso che trasmettere qualcosa con quello che creiamo sia una cosa bellissima, ma in primis lo facciamo per noi, quando un artista crea lo fa per sé stesso, perché l’atto di creare qualcosa lo fa sentire bene, fa quello che gli piace come gli piace, non cerca necessariamente approvazione, semplicemente si sveglia una mattina con un’idea in mente e la mette in pratica.

Autoritratto – Vincent Van Gogh – 1889 – Musée d’Orsay, Parigi
da Wikimedia Commons

Ovviamente ci sono tante sfumature di questo concetto, gli artisti fanno anche opere su commissione, non solo provenienti da loro idee originali, spero tuttavia che abbiate capito quello che volevo esprimere.

Non ho certo la presunzione di ritenermi uno dei suddetti artisti; tuttavia, mi piace quello che faccio e sono soddisfatto dei miei affezionati venticinque lettori che mi seguono in tutte le sperimentazioni e apprezzano le pietanze che servo su questo blog, chissà, può darsi che un giorno vi unirete a loro.

Se siete arrivati fino alla fine di questa mia digressione un pò delirante, magari un po’ ho davvero stuzzicato il vostro appetito, mangiatene pure quanto volete e spero di rivedervi presto.


In copertina: Piatto di Ratatouille – da Wikimedia Commons