Prima di continuare il nostro viaggio sul pianeta Iun’ena’Quentas (trovate il primo articolo qui), è doveroso parlare di ciò che dà il titolo al tutto, il “Cuore di Ghiaccio”.

Leggendo l’ambientazione si può avere l’impressione che abbia a che fare con la sfera religiosa, la realtà però è un’altra.

Il cosiddetto “Cuore di Ghiaccio”, non è altro che il nome in codice che indica l’unica fonte di energia ancora funzionante rimasta nelle antiche rovine di Tockedra, capitale dell’antico Impero di Majunte.

Il cuore è situato in profondità nel sottosuolo all’interno di un ghiacciaio nel territorio dell’ordine dove si trova anche la sede centrale.

Si tratta di un reattore alimentato da un materiale molto comune nella zona, l’Artaxium.

Tale materiale è molto scarso nel territorio controllato dalla confraternita di Mit’so’cun’Torth, il controllo dei giacimenti è infatti uno dei motivi principali del conflitto.

I tecnici dell’ordine non sono in grado di replicare un simile macchinario, possono solo tenerlo in funzione e fare alcune piccole riparazioni utilizzando il materiale di cui sopra.

Le tecniche di estrazione dell’Artaxium sono contenute nei testi dell’Ordine del Cuore di Ghiaccio, queste istruzioni indicano il metodo corretto per estrarre il materiale necessario evitando metodi distruttivi in modo da preservare l’ecosistema del territorio.

La confraternita non può assolutamente entrare in possesso dei giacimenti in quanto, oltre ad utilizzare il materiale per potenziare i loro esperimenti con le mutazioni, ne farebbero un uso estensivo portando distruzione anche su questa parte del pianeta.

Per quanto riguarda il Cuore di Ghiaccio, necessita di una quantità minima per sostenere il bisogno energetico della città e dei suoi abitanti per anni.

L’ordine ha il compito di proteggere l’ubicazione e ogni informazione relativa alla struttura, anche fra gli stessi abitanti di Tockedra pochi sanno della sua esistenza.

Come copertura hanno costruito alcune centrali energetiche che in realtà sarebbero appena sufficienti per far funzionare le torri difensive.

Di seguito troverete un disegno fatto dalle mie mani, come sapete assolutamente inadatte all’arte, un tentativo di farvi vedere come ho immaginato la struttura e le sue dimensioni.

Le pareti sono ricoperte da iscrizioni in antico majuntese, una lingua ancora utilizzata nella sua forma dialettale ma conosciuta solo parzialmente nella sua versione antica originale.

Attorno al macchinario, le minuscole figure dei tecnici dell’ordine controllano che tutto sia perfettamente funzionante.

Il Cuore di Ghiaccio – disegno originale