Il pianeta Iun’ena’Quentas, per i motivi che vedremo, non è presente in nessuna rotta abituale del traffico spaziale.
Già il suo nome, che ricordiamo significa “posto dove non andrei neanche se mi pagassero”, fornisce un primo indizio sul perché.
Capita ogni tanto, prevalentemente a causa di guasti o danni di varia natura, che qualche nave sia costretta a fare un atterraggio d’emergenza.
Tali navi sono individuate solamente quando arrivano nelle vicinanze del pianeta, nessuno dei popoli che vivono su di esso possiede una flotta spaziale e fanno affidamento esclusivamente sulle difese di terra.
Lo spazio della galassia di Majunte’Kar e soprattutto del sistema Quentas sono tali da scoraggiare i viaggi nello spazio, sono presenti nebulose pericolose, campi di asteroidi e tempeste magnetiche imprevedibili.
A causa di queste difese naturali, il pianeta non ha mai avuto la necessità di una flotta, sebbene non manchi la tecnologia per costruirla, le navi esistenti sono poche e utilizzate in casi eccezionali.
L’antico impero di Majunte aveva qui la sua capitale proprio per i motivi di cui sopra, un’eventuale invasione nemica, ammesso che fosse riuscita a forzare il blocco della flotta imperiale situata nello spazio transitabile, avrebbe subito comunque ingenti danni prima di arrivare a destinazione.
Gli abitanti di Tockedra sono in gran parte i discendenti della popolazione di questo grande impero, la loro città sorge sulle rovine, ormai quasi del tutto scomparse, almeno in superficie, dell’antica gloriosa capitale.
E’ un altro dei motivi per cui la confraternita cerca in tutti i modi di conquistarla, è convinta (ed è effettivamente così) che nel sottosuolo della stessa si celino segreti e tecnologie in grado di rendere gli alchimisti invincibili.
Tutti gli insediamenti più grandi possiedono difese planetarie, nella remota eventualità che qualche flotta temeraria decida di attaccare nonostante i rischi.
Tali difese non sono abitualmente utilizzate contro navi di piccole o medie dimensioni, se riescono ad atterrare (o schiantarsi) sulla superficie, entrambe le fazioni preferiscono vedersela con loro direttamente.
Nel caso l’atterraggio avvenga nei territori della confraternita, la storia della nave e del suo equipaggio termina generalmente nel giro di poche ore, giusto il tempo di localizzarla.
A quel punto, le squadre di ricerca provvedono a segnalarla per lo smantellamento e i superstiti per il “trattamento”, questo chiaramente dopo aver estorto loro informazioni su eventuali segreti tecnologici o dati di vario genere che possano avere una qualche utilità.
Se l’atterraggio avviene nei territori di Tockedra e l’equipaggio si dimostra sufficientemente diplomatico e soprattutto non compie azioni ostili, la sorte potrebbe essere migliore di quella sopra descritta.
Generalmente viene fornito loro l’aiuto necessario a ripartire verso la destinazione originaria, oppure, in casi particolari, possono anche decidere di restare sul pianeta.
In copertina: Nave spaziale, disegno di Alx. Morozov, 2001 – da Wikimedia Commons
![L’Ordine del Cuore di Ghiaccio [2] – I viaggi spaziali](https://www.donabbondio.eu/wp-content/uploads/2026/07/Spaceship-drawing.jpg)