Equilibrium

Equilibrium

Qualche anno fa, quando ancora andavano per la maggiore quei meravigliosi supporti per i film che erano i DVD, amavo andare in libreria a vedere le nuove uscite (per i libri lo faccio ancora oggi) e rimanevo incantato a guardare le due enormi pareti piene di film a disposizione, di solito uscivo almeno con un disco ma più spesso anche con due o tre.

Oggi alcuni probabilmente non sanno neanche cosa sono i dvd sebbene si trovino ancora, anche se in quantità ridotta, nei negozi, accanto ai bellissimi ma più sfortunati blu-ray, supporti meravigliosi che permettono di vedere i film anche in 4K ma arrivati in un periodo in cui ormai, con l’avvento dello streaming, si sente sempre meno il bisogno di avere un supporto fisico in casa.

Il tempo del “mi rivedo un film 20 volte” è ormai tramontato, adesso abbiamo talmente tanti prodotti fra cui scegliere che raramente riguardiamo una cosa già vista in precedenza, da una parte è bello avere sempre cose nuove ma aveva il suo fascino anche vedere di nuovo un film o una serie che ti aveva colpito particolarmente, ammetto che comunque mi capita ogni tanto di fare quale rewatch nostalgico.

DVD nella biblioteca pubblica di Benbrook in Texas – da Wikimedia Commons

In uno di questi vagabondaggi a scopo di procacciamento dvd, mi sono imbattuto in un film che, da appassionato, ho preso ad occhi chiusi senza neanche leggere recensioni o altro, a quei tempi era comunque più macchinoso, adesso basta cercare con lo smartphone e abbiamo tutto in pochi secondi, mi limitavo quindi a leggere la trama sul retro della copertina per avere un’idea.

Il film in questione era “Equilibrium”, film del 2002 distribuito da Buena Vista International (The Walt Disney Company) con protagonista Christian Bale, uscito in sordina al cinema (infatti non lo avevo mai visto), l’11 luglio 2003.

Noto solamente adesso che nella locandina (vedi sotto) c’è una frase molto pretenziosa, “Dimentica The Matrix, questo film ti lascerà a bocca aperta”, per quanto, come vedremo in seguito, mi sia piaciuto, non è lontanamente paragonabile a “The Matrix”, capolavoro uscito qualche anno prima, nel 1999, distribuito da Warner Bros., che immagino tutti abbiate visto.

Locandina di “The Matrix” – 1999 – Warner Bros.
Locandina di “Equilibrium” – 2002 – Buena Vista International

L’attore suddetto, a quei tempi, era per me quasi del tutto sconosciuto, lo avevo visto in un altro film uscito al cinema il 22 novembre 2002, “Il regno del fuoco”, distribuito sempre da Buena Vista International, ma per quanto il film mi fosse piaciuto, il suo ruolo, pur di uno dei protagonisti, non rendeva giustizia alla sua bravura.

Scoprirò che in realtà lo conoscevo già perché era il protagonista del capolavoro del 1987 di Steven Spielberg, “L’impero del sole”, sinceramente all’inizio non li avevo collegati.

Tra l’altro, la strana assonanza dei titoli dei due film citati (pure nelle locandine c’è qualcosa di simile), sebbene di qualità cinematografica diversa e puramente dovuta al caso (almeno credo…), mi fa una strana impressione, tenendo in considerazione anche la trama di entrambi, sembra una stupidaggine ma fa riflettere.

Locandina de “L’impero del sole” – 1987 – Warner Bros.
Locandina de “Il regno del fuoco” – 2002 – Buena Vista International

Torniamo a “Equilibrium”, leggendo le recensioni e la sfortuna che ha avuto al cinema, iniziata con la sua uscita praticamente “tecnica” (termine del gergo cinematografico per indicare un film che esce in qualche sala giusto per dire che è “uscito”, le motivazioni sono varie e non è questo l’argomento dell’articolo) e al suo quindi scarso successo al botteghino, si capisce subito che non è risultato molto gradito nella maggior parte dei casi.

Si riprenderà un po’ nel mercato home video ma sinceramente non credo che in generale sia cambiato molto perché spesso, parlando con amici appassionati del genere, mi capita che non abbiano mai sentito parlare di questo film.

Quindi di cosa parla?

È di genere post-apocalittico dispotico, narra di una città-stato chiamata Libria, sorta dalle ceneri di un mondo ormai distrutto, nel quale le emozioni delle persone sono tenute sotto controllo da un farmaco chiamato Prozium II che i cittadini devono prendere regolarmente.

Di pari passo con l’utilizzo del farmaco, c’è il divieto di utilizzare oggetti del passato che possano risvegliare le emozioni come libri, giocattoli, musica e simili.

A vigilare su questo, come ogni film del genere che si rispetti, è stato creato appositamente un corpo di polizia, simile ad un ordine monastico, formato da “Cleric”, che utilizzano delle tecniche di arti marziali come il kata della pistola.

Vi lascio immaginare come si svolgerà la trama, il protagonista, inizialmente devoto alla causa, inizia a dubitare della stessa e smette di prendere il farmaco risvegliando così le sue emozioni sopite, questo gli permette di scoprire la verità su tutto quello che l’umanità ha perso quando ha deciso di “spengere” le emozioni.

La società creata dal Prozium II è davvero così perfetta e destinata a durare a lungo oppure il prezzo da pagare, la perdita delle emozioni, è troppo alto?

Le risposte a queste domande le avrete guardando il film che non ho intenzione di spoilerare oltre.

La sceneggiatura si ispira a opere del genere dispotico come “Fahreneit 451” di Ray Bradbury del 1953, oltre al già citato “The Matrix” per costumi e scene di arti marziali.

Una copia di Fahrenheit 451 rilegata in amianto è conservata presso il Ray Bradbury Center – da Wikimedia Commons

Leggendo quello che ho scritto della trama e della fortuna (sfortuna più che altro…) del film in questione, ne emerge effettivamente un quadro (non parliamo troppo di quadri che poi i Cleric ci arrestano e faremo una brutta fine…) piuttosto deprimente.

Vi invito comunque a vederlo, l’ho trovato piuttosto piacevole, i costumi, l’ambientazione asettica degli uffici governativi con tutte le penne e i taccuini sempre nel medesimo posto (posizionarli diversamente dagli altri è sintomo di emozione ritrovata…), il kata della pistola, l’interpretazione di Bale che mi ha fatto amare questo attore e la sua bravura che ho ritrovato sempre con piacere in tutti i suoi film (emozioni da un film privo di emozioni? Avrò saltato la mia dose anche io?).

È vero che spesso mi dicono, “a te basta che un film sia di fantascienza o post-apocalittico ti piace a prescindere”, ammetto che se posso li guardo sempre tutti, ma so distinguere un vero trash da un trash “d’autore” e sinceramente non ritengo che questo film sia trash (sia vero che d’autore) ma meriti un posto nella vostra libreria multimediale, che sia fatta di dvd, blu-ray o solo digitale.


In copertina: una scena di “Equilibrium” – 2002 – Buena Vista International