Che cosa hanno in comune “Lo Hobbit”, un romanzo fantasy scritto da J.R.R. Tolkien nel 1937 e “Beowulf”, un poema epico dell’VIII sec. d.C.?
Molti appassionati, leggendo l’incipit, avranno già capito quale sarà l’argomento, tuttavia mi chiedo, quanti di voi hanno letto “Lo Hobbit” e non il “Beowulf”?


Da molti anni, con i social e l’accesso facilitato (cosa che ritengo assolutamente positiva per l’accrescimento culturale) a molti articoli sull’argomento è assai probabile che tutti conoscano il rapporto di Tolkien con il Beowulf e la mitologia norrena; tuttavia, quando ero più giovane, la cosa non era così ovvia.
Ricordo che avevo da poco letto “Lo Hobbit”, ne parlai a mio cugino, studente di lingue. Mi consigliò di leggere un poema epico chiamato “Beowulf” che lui aveva studiato da poco, mi prestò la sua copia con lingua originale a fronte.
Aggiunse anche un bellissimo testo sulla mitologia norrena, parte integrante, insieme al “Beowulf”, di un esame che aveva dato di recente.
Iniziai a leggere con grande interesse e una volta arrivato all’episodio in cui lo schiavo ruba la coppa al drago, realizzai il motivo per cui mio cugino me lo aveva passato, mi dissi subito, lo ricordo come fosse ora, “ma è uguale allo Hobbit!!!”.
In seguito, poi, crescendo, ho approfondito le origini della mitologia Tolkieniana e tutto è stato più chiaro; tuttavia, ricordo ancora quel momento con piacere perché è uno di quelli che hanno sancito definitivamente la mia passione per il fantasy.
Di seguito troverete alcune citazioni relative alla famosa scena (ho tentato di tradurle meglio che ho potuto dal testo inglese) per darvi un’idea delle similitudini, anche il carattere dei due draghi è simile (è il modello che sarà utilizzato per la maggior parte dei Draghi in tutte le produzioni fantasy successive, di qualsiasi genere), entrambi sono presi dalla collera per il furto subito e diventano imprudenti, complice anche il fatto che si sentono invincibili:
“Beowulf”
“In hand he took
a golden goblet, nor gave he it back,
stole with it away, while the watcher slept,
by thievish wiles”
In mano prese
un calice d’oro, non lo restituì,
lo rubò portandolo via, mentre la sentinella dormiva,
con astuzia da ladro
“The guardian waited
ill-enduring till evening came;
boiling with wrath was the barrow’s keeper,
and fain with flame the foe to pay
for the dear cup’s loss.”
Il guardiano attese
con impazienza che arrivasse la sera;
il custode del tumulo era arrabbiato,
il nemico voleva ripagare con il fuoco
la perdita della preziosa coppa.
NOTA: guardiano, custode e nemico sono sempre lo stesso soggetto, il Drago.

da Wikimedia Commons
“Lo Hobbit”
“Suddenly Bilbo’s arm went towards it drawn by its
enchantment. His small hand would not close about it, for
it was a large and heavy gem; but he lifted it, shut his
eyes, and put it in his deepest pocket.”
Improvvisamente il braccio di Bilbo si mosse vero di essa (l’Arkengemma – Arkenstone), attratto dal suo incantesimo La sia piccola mano non riusciva a chiudersi attorno ad essa perché era una gemma grande e pesante; tuttavia, la sollevò, chiuse gli occhi e la mise nella sua tasca più profonda.
“But the grim-voiced fellow ran hotfoot to the Master. “The dragon is coming or I am a fool!” he cried. “Cut the bridges! To arms! To arms!”
Ma il tizio dalla voce aspra corse in fretta e furia dal Governatore. «Sta arrivando il drago (Smaug) o io sono pazzo!» egli gridò. «Tagliate i ponti! All’armi! All’armi!».
“Before long, so great was his speed, they could see him as a spark of fire rushing towards them and growing ever huger and more bright”
Dopo non molto, così grande era la sua velocità, lo videro precipitarsi su di loro come una scintilla di fuoco, che diventò sempre più grande e sempre più brillante

Bibliografia:
- The Hobbit or There and Back Again di J. R. R. Tolkien – HarperCollins e-books
- Beowulf, translated by Francis B. Gummere. Vol. XLIX, Part 1. The Harvard Classics. New York: P.F. Collier & Son, 1909–14.